21-08-1964, ci lasciava Palmiro Togliatti

21 agosto 2010

21/08/1964 – 21/08/2010,Oggi, ci stringiamo tutti intorno al ricordo di Palmiro Togliatti, senza dire troppe cose, pubblichiamo solo una sua frase. In ricordo del MIGLIORE

“Guardiamo al nostro Paese, che noi amiamo, per il bene del quale abbiamo lavorato e combattuto e al quale vogliamo dare e daremo, con la vittoria della democrazia e del socialismo, felicità, benessere e progresso, sicurezza, indipendenza, libertà e pace”


A quando la tassa sulla Libertà di respirare?

16 agosto 2010

Partire con la solita tattica della provocazione messa là, usata e abusata da chi governa il paese e dai suoi seguaci, questa volta sulla tassa o tariffa (che cambia?) per chi svolge manifestazioni nazionali a Roma, vuol dire cercare come sempre un consenso da quella parte di “pancia molle” dei romani che pian piano fa opinione.

La proposta di mettere nuovi balzelli anche per chi manifesta per le strade della Capitale, dopo quelli già imposti con la recente manovra di Bilancio anche ai turisti che arriveranno in città, serve solo a fare cassa a spese della Democrazia, già fin troppo umiliata nella nostra città. Dove, ad esempio, i vigili urbani servono ormai per rincorrere essenzialmente rom e immigrati ambulanti, mentre le reali funzioni del loro ruolo e compito vengono sempre più dismesse. Città dove per la manutenzione e pulizia di un parco pubblico devi far ricorso alla “Protezione Civile”, come se fosse necessario un intervento straordinario per un cataclisma naturale o roba simile.

In realtà la Capitale, così come tutte le altre capitali del mondo, è naturalmente e per il ruolo assegnatole dalla Costituzione il luogo dove tutti i cittadini italiani e stranieri hanno diritto di poter esprimere le proprie opinioni, anche manifestando per le vie della città! Mettere una tassa o tributo che sia, vuol dire mettere un ulteriore “cappio intorno al collo” allo Stato di Diritto, per dare una nuova spallata alla Costituzione Repubblicana.

Ma perché questi leader della tante volte citata, e quasi sempre a sproposito, parola LIBERTA’ non provano a fare anche una bella tassa sulle loro proposte vergognose? Ad esempio: a quando la “tassa sulla Libertà di respirare”?

La Lotta Continua.

Claudio Ortale  - Consigliere FdS  XIX° Mun.


Hackerato il sito della FGCI

10 agosto 2010

Un pirata conquista le pagine web dell’organizzazione giovanile del PdCI. Il partito: “Vogliono fermare le nostre lotte”

Le guerre del terzo millennio si combatteranno per via informatica? Quelle piccole, piccolissime, sicuramente. Qualcuno che non ama la sinistra radicale ha usato tastiera, monitor e modem per sferrare un colpo e infastidire gli avversari politici più odiati. Un pirata informatico ha bloccato il sito della Federazione Giovani Comunisti Italiani. “Hacked by Blackdevil… Fottuti comunisti… Comunists!” campeggia ora al posto del titolo dell’ultimo post nella home dell’organizzazione giovanile del PdCI. “Hacked by Blackdevil… ops… che succede ;-) ” si legge invece all’inizio della pagina “Chi siamo“, che dovrebbe raccontare degli autori del sito. Si ascolta musica techno come sottofondo.

VOGLIONO FERMARE LE LOTTE! – “Si tratta di un atto certamente politico, visti gli insulti che ci sono stati riservati - ha appena affermato in una nota il coordinatore nazionale della Fgci Flavio Arzarello. Che spiega: “È il segno evidente che qualcuno vuole impedirci di raccontare le lotte quotidiane dei comunisti. Tutto ciò avviene a poche settimane dall’inizio del campeggio nazionale (il 28 agosto), che sarà un’occasione di discussione a tutto campo e anche sull’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione: non ci lasciamo certo intimidire - conclude Arzarello – da qualche pseudo-terrorista della rete“.

DICE L’HACKER – “Tutto cio che vedi è realtà… nessuno puo fermare questo tipo di persona…“, fa sapere invece l’hacker. “Il sito è sotto attacco“, si legge in lungo e in largo nelle pagine web conquistate.


da: giornalettismo.com


Gadgets fascisti e tabaccai focosi

9 agosto 2010

Sempre più esercizi commerciali (tabaccherie, negozi di souvenir, etc.) espongono gadget del ventennio come accendini con le effigi del Duce, busti, portachiavi, addirittura manganelli con frasi tipo “Dux, mea lux”.
A parte qualche articolo di giornale la società civile pare indifferente. Questa cosa mi preoccupa e mi indigna.
Sono un convinto antifascista, credo nella difesa quotidiana della Democrazia, che ritengo ancora fragile, soprattutto in questo periodo.
Non per niente sono iscritto all’ANPI, sezione “Don Pappagallo” Monti-Esquilino.
Ho potuto sperimentare, sulla mia pelle, l’arroganza del nuovo fascismo.
Mi è capitato di entrare venerdi 7 agosto in una tabaccheria di Via Gregorio XI nel quartiere Aurelio per acquistare un accendino e di notare in bella mostra una serie di accendini con il faccione dell’assassino Mussolini. Ho fatto con educazione notare al titolare che esporre e vendere quella merce, poteva forse configurarsi come apologia di fascismo.
Osservazione che ha fatto scattare immediatamente una furibonda reazione del tabaccaio che non si è risparmiato in un florilegio di insulti, minacce e spintoni, per altro davanti a testimoni .
Per niente spaventato, ho chiamato la Polizia che, prontamente intervenuta, ha provveduto dopo ben due ore a sedare il focoso ammiratore del ventennio.
Non ho sporto denuncia perché non sarò io a contribuire a intasare una giustizia già al collasso e perché ho già avuto la soddisfazione personale di non cedere ad un evidente provocatore.
Vorrei tuttavia che si ponesse una questione etica e politica.
Non è tollerabile che nella città Medaglia d’oro al Valor Militare durante la Resistenza si inneggi in alcun modo a personaggi come Mussolini, di cui la storia ha messo in luce le nefandezze.
Invito pertanto l’ANPI e le forze democratiche a chiedere al Comune di Roma un’ordinanza che proibisca il commercio di gadgets simili, come è stato fatto in altre città.
Invito anche i cittadini liberi e democratici a boicottare tutti gli esercizi che espongono questo tipo di articoli.


ORTALE (PRC – FdS):TORNIAMO NUOVAMENTE SOTTO AL CAMPIDOGLIO PER DIRE NO AL BILANCIO DI ALEMANNO

29 luglio 2010

Oggi pomeriggio torneremo nuovamente sotto al Campidoglio, mentre in aula continuerà la manfrina del tira e molla tra la maggioranza di centrodestra, capitanata da Alemanno ed il suo Assessore al Bilancio, e la sempre più afona opposizione di centrosinistra, guidata da capogruppo del PD Maroni.Torniamo sotto al Campidoglio a sole due settimane dall’altra manifestazione che aveva visto quasi un migliaio di cittadini protestare sotto alle finestre dell’aula Giulio Cesare, contro una proposta di Bilancio 2010 targata Alemanno che, con la scusa del solito ed ennesimo buco da riempire, taglia ai poveri per dare ai soliti ricchi. Non sapendo dove andare a scorticare i cittadini, già scorticati e da un pezzo, tra le varie gabelle che si sono inventati la più gustosa è quella della tassa (o contributo se serve a digerirla meglio) per sposarsi a Roma!? Una cerimonia che solitamente dura neanche una decina di minuti, sia che sia svolta in Campidoglio o in uno degli altri spazi comunali, ti costerà decine di euro al minuto! E che dire delle somme previste nelle voci delle future entrare per quel che riguarda le multe ai cittadini? 251.500.488,89 di euro! Una cifra che la dice lunga su dove si vuole andare a pescare il denaro per ripianare il “buco”! E sulle politiche di investimenti per i piani di edilizia economica e popolare che somme troviamo? Pochi spiccioli ai quali si aggiunge la mannaia dei tagli operati parallelamente dalla neo governatrice Polverini ai contributi regionali per la casa e, al peggio come sempre non c’è mai fine, gli oltre 350 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. E le educatrici dei nidi comunali e le maestre delle scuole dell’infanzia dovranno continuare a vedersi diminuire gli organici, a fronte dell’incremento pauroso, ad esempio dei nidi in convenzione? Direi che domani i cittadini avranno numerose ragioni sulle quali poter alzare la voce e non credo che saranno molto silenziosi. Noi saremo insieme a loro. Lo dichiara in una nota Claudio Ortale,Capogruppo PRC Federazione della Sinistra Municipio 19


Fatti del 1960, Fgci Roma: A Veneziani l’anticonformista riesce molto male

7 luglio 2010

COMUNICATO STAMPA
Fatti del 1960, Fgci Roma: A Veneziani l’anticonformista riesce molto male

Nel conformismo berlusconiano, l’essere controcorrente un po’ come lo è Marcello Veneziani nel suo pezzo “Così i camalli affondarono la democrazia dell’alternanza” deve aver suscitato l’apprezzamento di qualcuno. Egli non capisce o fa finta di non capire, infanga la memoria delle lotte del 1960, fa passare i fascisti missini come poveri innocenti, decisi ad inserirsi pacificamente e docilmente nel gioco parlamentare italiano. Per lui le differenze fra fascisti ed antifascisti nel 1960 erano un ricordo del passato, vi era un clima di serenità e di pacificazione. Ecco che a questo punto arrivano i cattivoni comunisti che rovinano la festa! Il tutto è puerile, patetico, falso. Probabilmente Veneziani avrebbe preferito nel nostro Paese un Pinochet all’italiana, o ancora meglio un restyling di Mussolini, perché a differenza di quello che lui vuole far credere, era quella la strada maestra nella quale si iniziavano a muovere, fra gli altri, gli Usa, assoldando fascisti vecchi e nuovi pronti, come loro storica abitudine, ad obbedire agli ordini. Lo dicesse chiaramente, invece di nascondersi nel revisionismo più becero e soprattutto, per cortesia, cercasse almeno un anticonformismo più intelligente…

Coordinamento Fgci Roma


Zaccai (PDL), Sesso, Droga e Trans, le sregolate da PD a PDL

1 luglio 2010

Un consigliere del Pdl della Provincia di Roma, Pier Paolo Zaccai, è stato ricoverato in stato confusionale all’alba di oggi nell’ospedale Grassi di Ostia, dopo che aver partecipato a un festino a base di cocaina e sesso, al quale erano presenti alcune trans. A svelare il retroscena sarebbe stato una di loro, che ha riferito l’accaduto alle forze dell’ordine. Il consigliere, infatti, si sarebbe affacciato in uno stato confusionale dal balcone della casa nella quale si stava svolgendo il festino – sembra di proprietà della transessuale e in zona San Giovanni – urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio. I sanitari che lo tengono in osservazione fanno sapere che verrà sottoposto ai test tossicologici di rito.

Il politico, classe 1968, milita nelle fila del Pdl e ha iniziato la sua carriera all’età di 17 anni, aderendo prima al Fronte della Gioventù e poi al Movimento sociale itliano per il quale si camdida nel 93 come consigliere nella circoscrizione XIII. Eletto per quattro volte consecutive nel “parlamentino di Ostia”, nel 2008 si è candidato alla Provincia di Roma. E’ entrato a Palazzo Valentini in seguito alle dimissioni del candidato presidente del Pdl Alfredo Antoniozzi, sconfitto dal democratico Nicola Zingaretti.

Appena la notizia ha cominciato a diffondersi nei corridoi di Palazzo Valentini, tutti i gruppi politici si sono mobilitati per cercare di capire chi fosse il consigliere protagonista del festino a base di droga. Preoccupati, soprattutto nel Pd, che si potesse ripetere un nuovo caso Marrazzo. I volti sono diventati terrei, al contrario, nel momento in cui gli esponenti del Pdl hanno scoperto che si trattava di uno di loro. “Ora chi glielo dice ad Alemanno”, ha sussurrato uno di loro.

da: www.repubblica.it


Mao Calliano, segretario PdCI Torino, considerazioni sulla lettera ad Oliviero Diliberto

11 maggio 2010

Ho riflettuto parecchio prima di dedicarmi a questo tentativo di risposta al compagno incazzato che ha scritto una lettera ospitata dal sito della FGCI di Roma Nord “La scintilla”.
Ho deciso di rispondere sostanzialmente per due motivi: il primo perché all’interno della sua riflessione vi sono elementi forti di sofferenza tipici di un compagno Comunista che vive male lo stato attuale delle cose, e per questo va rispettato, in secondo luogo perché trovo sbagliato condurre un attacco diretto contro il segretario generale del Partito (indipendentemente da chi ricopra quel ruolo) su un sito della nostra organizzazione.
Sono anche io un compagno incazzato e spesso ho dato libero sfogo alle mie amarezze di militante attivo, ma ho tentato di non usare mai il segretario nazionale o altri dirigenti del Partito come punto da colpire.
Il Partito non è Diliberto, il Partito è Diliberto insieme a tutti noi, dirigenti periferici, militanti, semplici iscritti, il Partito è una comunità complessa di compagne e compagni, ognuno con la propria idea, il proprio bagaglio di esperienze e la propria ricetta per risolvere i problemi.
Nelle nostre discussioni i gruppi dirigenti sono il bersaglio preferito, anche (non spesso per fortuna) nella Federazione che dirigo in qualità di Segretario provinciale mi è capitato più volte di essere bersaglio di critiche.
Lo schema è sempre lo stesso, a tutti i livelli: le cose vanno male? O perlomeno non vanno come si vorrebbe? E’ colpa del Segretario!!
Con questo metro di giudizio si nascondono le “colpe” del corpo militante nel suo complesso, che spesso è colpevole di vivere nell’immobilismo più totale.
Consiglierei, come metodo di approccio, di evitare la gara di responsabilità tra gli uni e gli altri, anche perché in questa maniera risulterebbe davvero difficile uscire dalla crisi reale che accompagna oramai da anni i comunisti nel nostro Paese.
Berlusconi e cricca vincono non perché i comunisti non svolgono correttamente il proprio lavoro, ma bensì perché in questo Paese è più attuale che mai una regressione culturale di grandissima portata. All’Ottobre, a Gramsci, alla Resistenza, alla gloriosa storia e tradizione del PCI, ai temi del lavoro, loro, la destra, rispondono con veline dalle cosce lunghissime, pubblicità incantate, carte di credito e finanziamenti che ti danno l’idea di essere meno povero di quel che sei: utilizzano, in sostanza, degli strumenti apparentemente più semplici dei nostri che richiedono lotte, sacrifici, rischi di licenziamento.
E’ chiaro che sono più sexy (come dice Letta per il suo PD) di noi, ti danno l’illusione di poter vivere meglio senza faticare. La stragrande maggioranza degli italiani (vedi problema culturale) non capiscono che utilizzando appieno gli strumenti del capitale rimangono strangolati e ricattati dai loro stessi vizi. E allora ti capita di volantinare davanti alla maggiore realtà industriale del nostro paese, la FIAT, e sentirti dire dai lavoratori “distribuisci soldi? No! Allora non mi interessa”. Oppure, “Devo stare bravo perché se perdo il lavoro con tutti i debiti che ho sono fottuto”.
Non vorrei apparire per colui che semplifica il rapporto “complicato” con la nostra classe sociale di riferimento, cioè i lavoratori, ma è innegabile che il famoso “problema culturale” ha preso piede, e purtroppo sembra farlo sempre più, all’interno del mondo del lavoro.
A Torino e provincia infatti, dove comunque la FdS ottiene alle regionali il 3,7%, otteniamo i migliori risultati e continuiamo a resistere non nelle cosiddette ‘barriere operaie’ ma dove vive la classe media. Anche lo studio delle fasce sociali che compongono il tessuto sociale del tesseramento al Partito nella nostra città dimostrano inequivocabilmente questo dato, medici, paramedici, insegnanti, pensionati, e solo in parte minima operai.
Ti racconto queste cose, compagno incazzato, per tentare di farti comprendere la portata dell’imbarbarimento culturale del nostro paese, che attraversa tutte le fasce sociali ma in maniera particolare quella più esposta ai messaggi dei grandi mezzi di comunicazione e più debole dal punto di vista del sapere.
I comunisti hanno sicuramente commesso un numero esagerato di errori, hanno certamente delle grosse responsabilità di fronte allo scollamento lavoratori-Partito, ma francamente non credo che le nostre scelte siano la causa principale della situazione attuale.
Anzi, ti confesso che mi piacerebbe pensarlo. Sarebbe più facile immaginare la ripresa.
In questa campagna elettorale e anche in quella prima, tutti i compagni/e impegnati, compreso tu, hanno potuto ascoltare con quale incisività il popolo della sinistra in generale chiedesse a chiunque si presentasse con un banchetto e con una bandiera di unirsi per sconfiggere Berlusconi. Prima dell’unità dei comunisti, prima del lavoro, prima della sanità e dell’ambiente, ti chiedevano di mandare a casa Berlusconi.
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COMPAGNO DILIBERTO, COSI’ NON VA.

4 maggio 2010

Sconcertato, fuori dal mondo, sinceramente non so veramente più che dire, ma sta volta qualcosa tocca dirla perché così non si può più andare avanti. Dopo aver letto dell’intervista al compagno Oliviero Diliberto, pubblicata il 3 Maggio su “l’Unità” a pg.17, rimango totalmente sconcertato, ancor di più di quello che già ero prima. La sinistra in questo paese è totalmente fallita, dalla più moderata ai più “estremi” spezzettamenti, il capitalismo ha vinto, ha conquistato il mondo, a comprato la testa della gente, ha distrutto le idee di cambiamento. In Italia fenomeno forse più incredibile di tutto il resto, il berlusconismo più becero, una sorta di “fascismo democratico” che attua i piani della P2 con il consenso del popolo italiano ormai rimbecillito, assuefatto e incapace di reagire. Normalmente quando dico popolo italiano, parlo della stragrande maggioranza, tutta quella gente che vota il nano leader massimo, e tutta quella gente che ha votato e guidato negli ultimi 20 anni il centro sinistra, si questo benedetto centro sinistra che doveva essere la forza di cambiamento del paese, che dopo anni di DC e PSI doveva portare il nuovo, doveva rinnovare l’Italia, e invece? invece eccoci qui, il piano è attuato hanno vinto, ha vinto il berlusconismo, dopo la disfatta elettorale del ’94 l’idea del capitale, del razzismo, dell’odio ha vinto su tutto; il centrosinistra, ha cercato in più e più modi ad assomigliare a Berlusconi e ai suoi amici per vincere le elezioni, e stare seduti litigando per qualche anno su quelle sedie che tanto si erano sognati… Ora eccoci qui il PD è arrivato il dado è quasi tratto, l’UDC si è staccata da Berlusconi, ed ecco che Massimo D’alema e amici hanno quasi raggiunto l’obiettivo, assomigliare a Berlusconi in tutto e per tutto, anche rubandogli i più grandi alleati.
Mah.. c’è un mah in tutta questa vicenda, tutto questo comunque non basterebbe al “centrosinistra” per battere il temuto gemellodiverso dell’opposizione, ed ecco li che salta fuori l’idea a Bersani!! “ma si chiamiamo i comunisti! ma dai si che qualche stronzo che li vota è rimasto, quel due percento ci farà sfangare, poi intanto se perdiamo o ci rompono i coglioni su gli armamenti militari, facciamo cadere il governo e diamo la colpa a loro” e normalmente direte voi, questi benedetti comunisti che fanno??? ma ci cascano con tutte le scarpe! eccoli qui! pronti, tutti amici come prima, ma si ora il caffè lo si prende anche con Casini! e viva! tutti una bella famiglia come una volta, così ci sono di nuovo i soldi per andare in russia a far finta di essere comunisti davvero, per stampare i manifesti con le frasi rivoluzionarie e magari arriviamo anche al 4%! beh da l’intervista del 3 Maggio del compagno Segretario, non traggo altro, se non questo, anzi forse è ancora peggio perché il compagno Diliberto, continua a lasciar perdere molto la parola centrosinistra, ma a far sotto intendere che qui l’unica cosa da fare è cacciare via questo governo, senza però avere un programma e un partito che possa portarlo avanti. Questo è il problema più grande compagni, io non voglio fare l’estremista folle, anche io voglio creare un polo che possa cambiare questo paese, partendo secondo me da una forte opposizione, ma per fare questo bisogna mettere in contraddizione la politica di oggi, e i dirigenti che hanno guidato la sinistra fino ad oggi dovrebbero tirarsi tutti indietro, lasciando spazio a chi non ha a che fare ne ha mai avuto a che fare con i poteri forti per creare quel partito comunista, che deve fare da perno e da guida a quella nuova opposizione che comprenda normalmente anche altri soggetti, e che avrà il compito importante di salvare il paese! Invece voi che avete già avuto in mano la sorte dei comunisti in Italia per anni continuate a immaginarvi ognuno il comunismo a suo modo, sputandovi in faccia l’uno con l’altro e godendo delle disfatte altrui; è questo l’interesse dei comunisti in Italia oggi? far finta di esserlo perché ci piace la bandiera rossa, e litigare con i fascisti?? perché a me sembra solo questa l’intenzione, e invito i lettori di questo articolo a darmi torto. Beh se è solo questo compagno Diliberto io non ci sto, non ci sto e non ci starò mai come spero tanti altri compagni, non ci starò mai in un governo con Casini, non voglio più stare a dover spiegare il rifinanziamento delle missioni in Afghanistan, non sto più a dover trovare una motivazione al perché non si fa nulla per il conflitto di interessi, perché non si fa nulla per la scuola pubblica per la ricerca, non si da occupazione, non si aumentano le tasse ai ricchi, perché dovrei ancora? perché dovrei ancora trovare false giustificazioni a tutto questo??? compagno Diliberto io non ci posso stare un altra volta, e scrivo questo sfogo che spero leggerà. Il 45% del paese non vota, e tanti dei voti dei comunisti che ci lamentiamo di aver perso sono li, c’è lo spazio per il cambiamento c’è lo spazio per l’alternativa, ma bisogna spaccare gli equilibri, certo se poi alla vostra classe politica non fa comodo è un altro discorso…I COMUNISTI IN ITALIA CI SONO, I PROLETARI IN ITALIA CI SONO, C’E’ LA GENTE CHE SI MUORE DI FAME, C’E’ CHI OGNI GIORNO VIVE MILIONI DI INGIUSTIZIE. Serve un alternativa in questo paese e non si
fa di certo con l’UDC, ma neanche con la mafia politica che ora sta dentro l’IDV e al PD Bisogna cambiare questi partiti all’interno e questa classe politica che non ha fatto nulla compagno Segretario, e tu dovresti essere il primo a far un passo indietro, convocando almeno il congresso del nostro partito, per discutere una linea nuova, discutere sul da farsi,  perché se non ricordo male, a Salsomaggiore si è detto ben altro, non si è parlato di Sinistra Federata senza l’Unità dei Comunisti e di governo con l’UDC…

Un compagno incazzato..


VIVA IL SOCIALISMO:A Caracas una statua di Fidel al posto del McDonald’s

19 aprile 2010

Una statua di Fidel Castro al posto di un McDonald’s. Succede a Caracas, in pieno centro. Promotore dell’iniziativa, il Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) del presidente Hugo Chavez.

Sul luogo dove sorgerà il monumento in onore del lìder maximo ci sono adesso due fast food, un McDonald’s e un Wendy’s. “È un’incoerenza ideologica avere due ristoranti che s’identificano con l’impero americano nel pieno centro storico rivoluzionario della nostra città”, ha sottolineato il Psuv. Che ha precisato: “L’iniziativa non è un gesto di xenofobia, ma punta semplicemente a dare a Fidel Castro tutto il suo valore storico e politico”.

A Caracas intanto sono in corso i festeggiamenti per i 200 anni dell’indipendenza dalla Spagna: alla manifestazione centrale dell’anniversario partecipano tra gli altri, oltre al presidente Hugo Chavez, i colleghi di Cuba, Raul Castro, del Nicaragua, Daniel Ortega, e dell’Argentina, Cristina Fernandez Kirchner.

DA: BLITZQUOTIDIANO.IT