Sandro Pertini,a vent’anni dalla scomparsa un esempio per tutti

3 febbraio 2010

Il 24 Febbraio del 1990 il Presidente Sandro Pertini lasciava il popolo italiano che tanto lo amava e che tanto lui amava.
Un uomo che prima di essere Presidente della Repubblica aveva contribuito in maniera significativa alla causa del suo Paese: nel 1916 combattè la Prima Guerra mondiale sull’Isonzo,al ritorno iniziò la militanza nel Partito Socialista Italiano. Durante il fascismo venne dapprima imprigionato come oppositore politico e successivamente, su delibera del Tribunale Speciale,inviato al confino. Nel 1943 con la caduta del fascismo,viene liberato e partecipa alla battaglia di Porta San Paolo: catturato dai nazisti in quell’occasione viene condannato a morte ma liberato prima dell’esecuzione da un’encomiabile azione dei G.A.P. (Gruppi di Azione Partigiana).
Nel 1978 diviene, dopo una lunga militanza politica,con una maggioranza schiacciate, il settimo Presidente della Repubblica italiana.
Un Presidente,Pertini,che seppe riavvicinare in un decennio come gli anni di piombo i cittadini alle istituzioni e fu esempio di grandissima statura morale per quanto riguarda la lotta al crimine organizzato: lampante fu nel 1983 lo scioglimento del comune di Limbadi amministrato da Francesco Mancuso,noto esponente del crimine organizzato calabrese.
In politica internazionale manifestò un evidente attenzione nei confronti della causa libanese e palestinese mantenendo un atteggiamento di assoluta critica sulla politica israeliana.
Un suo messaggio presidenziale del 31 Dicembre 1983 ne è testimone:”Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile che dovrebbe essere bandito dalla società”.
Ed è proprio su questo punto che possiamo trovare,tornando all’attualità, la differenza sostanziale tra la coerenza e il peso morale del Presidente Pertini e l’opportunismo e la politica lobbistica del Presidente del Consiglio Berlusconi. Con le sue recenti dichiarazioni nelle quali si dichiara ferreo alleato di Israele e alfiere della causa sionista in Europa,Berlusconi sostiene di fatto la politica estera dello stato sionista volta al genocidio dei palestinesi e alle misure denigratorie di questi ultimi che nulla possono invidiare alle persecuzioni nazi-fasciste. Altro lampante esempio è la politica del Presidente del Consiglio volta alla sostanziale impunità personale e alla tutela sfrenata del regime mafioso dal quale trae potere e forza. Con la proposta del Lodo Alfano in primis, della legge sul legittimo impedimento e la proposta di una legge volta ad invalidare le testimonianze dei pentiti in assise penale,Berlusconi manifesta più che mai la sua predilezione per un tipo di potere sorretto dal malaffare e avallato dalla maggioranza degli italani che ha precedentemente inebetito con l’usufrutto dei mezzi di informazione di proprietà della sua famiglia.

Risulta inutile continuare in un parallelo tra due uomini che risultano diametralmente opposti nella condotta politica,morale e nell’approccio ai valori fondanti il nostro Paese.
E’ nel 2010 ,a vent’anni dalla sua scomparsa, che piangiamo nuovamente il Presidente più amato dal suo popolo,Sandro Pertini. Che il suo ricordo e la sua guida possano assistere l’azione politica di tutte le forze democratiche per donare,forse un giorno, una nuova dignità all’Italia e al suo popolo.

Carlo Coppola


sulla nostra pelle – TIFIAMO RIVOLTA – segnalazione dal basso alla selex

28 gennaio 2010

Oggi, con torce, striscione e frattaglie, siamo andati a fare visita alla SELEX in via di torrevecchia 12.

Abbiamo deciso di segnalare la SELEX come luogo di moltiplicazione di sfruttamento a livello nazionale ed internazionale, responsabile di costruire i suoi profitti sulla nostra pelle, sulla pelle dei migliaia di insegnanti precari, dei ricercatori, dei giovani precari, degli studenti condannati ad un eterno presente da una politica economica del governo che alla voce formazione prevede solo tagli, mentre aumentano, finanziaria dopo finanziaria, finanziamenti ad aziende come questa, sulla pelle delle migliaia di persone che vengono in italia dal sud del mondo, chiuse nei cie, deportate in libia grazie ad accordi come quello che ha potato 300 milioni di euro nelle casse della SELEX.

Infatti, nel 2009 il governo Berlusconi firma con la Libia un patto di amicizia tra i due stati. Questo accordo prevede un piano di investimenti, da parte di aziende strategiche italiane, di 5 MILIARDI DI DOLLARI in 25 anni (200 MILIONI DI DOLLARI L’ANNO). In cambio dei capitali ricevuti, il governo libico si impegna a dare una stretta fortemente repressiva all’emigrazione di disperati (per la maggior parte di nazionalità non libica) dalle coste libiche all’Italia.

In quest’ambito FINMECCANICA (controllata per il 33% dal ministero dell’economia), attraverso la SELEX (che a vari livelli si occupa di sviluppo di sistemi di controllo e di comunicazione militare, e che è fra le prime 10 aziende italiane per l’esportazione di tecnologie belliche) ha firmato un accordo da 300 milioni di euro col governo della Libia per la sorveglianza dei confini libici.
Quindi, a fronte della crescente precarizzazione della nostra vita, il governo italiano non trova niente di meglio da fare che incrementare le spese militari; la Finanziaria 2009 prevede un aumento dell’11% delle spese militari, confermando peraltro un trend iniziato già col governo di centro-sinistra.

Abbiamo deciso di non tacere più, di non accettare passivamente i piani del governo che in nome del profitto, vorrebbe privare di un presente e di un futuro dignitoso sempre più persone. VOGLIAMO RIPRENDERCI TUTTO.

TIFIAMO RIVOLTA


STOP PRECARIETA’

22 gennaio 2010

I centri per l’impiego hanno sostituito gli uffici di collocamento nel 1997, durante il primo governo Prodi, ma invece di aiutare i disoccupati a trovare un lavoro decente aiutano i padroni ad evitare d iassumere i lavoratori di cui hanno bisogno, visto che a contrattarli è direttamente il centro per l’impiego, evitando all’impresa di pagare giorni di malattia, maggiorazioni per straordinati e festivi, liquidazioni… quando vuole telefona al centro e il lavoratore si ritrova disoccupato dall’oggi al domani senza nemmeno essere stato licenziato. Un altra colonna nell’atchitettura di precarietà del lavoro e della vita creata dai governi di centro-destra e di centro-sinistra, assieme a contratti fasulli come quello a progetto, alle agenzie interinali che fanno la cresta sullo stipendio dei lavoratori, alle esternalizzazioni negli uffici pubblici e negli ospedali. Oltre ad una precarietà senza scampo noi giovani riceviamo le quotidiane prese per il culo dei politici che l’hanno creata. Per il ministro Brunetta, dovremmo andare via di casa a 18 anni, in una città dove una stanza costa almeno 350€ al mese e dove bisogna lavorare da schiavi per guadagnare 600 €. Noi non ci beviamo queste stronzate.

Collettivo Giovanile Tifiamo Rivolta

P.S. : Domenica 24 Gennaio dalle ore 17.00 Riunione di Tifiamo Rivolta, aperitivo e Dj Set. Spazio sociale occupato EX 51, via Baccarini 12, Valle Aurelia


Manifestazione di stampo fascista contro l’odio politico:un ossimoro inquietante

16 gennaio 2010

La manifestazione che si svolgerà oggi nel quartiere di Monte Mario, indetta dalle forze di estrema destra al fine di quietare un millantato odio politico, rivela in se’ un ossimoro inquietante.L’aggressione e la criminalizzazione del diverso a nome dell’estrema destra hanno per anni,e continuano quantomai oggi,a tenere banco nelle cronache locali: è quindi da rigettare con forza il tentativo di un loro sdoganamento. La stessa Costituzione,patrimonio dell’intero Paese, rigetta questi individui che tanto hanno portato nocumento alla democrazia e al vivere pacifico di ogni formazione politica e di ogni cittadino.

FGCI Roma nord.


Regionali del Lazio: i circoli e i compagni del PRC lazio dicono NO alla Bonino!

14 gennaio 2010

Alla segreteria PRC Lazio
Alla Federazione della Sinistra Lazio

Oggetto: contrarietà accordi elettorali con PD e Bonino.

Cari/e compagni/e, nel fare un consuntivo delle politiche che la Giunta Marrazzo ha attuato in questi cinque anni, non possiamo sottacere che esse hanno contrastato con gli interessi della comunità regionale e in particolare con le fasce popolari. Dalla sanità all’ambiente, dall’energia ai rifiuti, dalla casa al lavoro, dalle grandi opere ai trasporti, dalla scuola alla ricerca, tutte queste politiche sono state improntate alla privatizzazione, all’ attacco all’ambiente e alla salute, alla devastazione del territorio e a favore della grande speculazione. Come per l’esperienza al Comune di Roma anche quella alla Regione Lazio è stata un’ alleanza che fino a pochi mesi fa, ha visto il Prc sostenere il Centro Sinistra e quindi diventare una copertura alle politiche antipopolari.
La giusta uscita dalla maggioranza deve essere solo l’inizio di un percorso autonomo di opposizione aperto al contributo di tutti coloro, movimenti e associazioni che vogliono cambiare radicalmente lo stato di cose presenti, perché allearsi con il Pd vuol dire continuare ad essere subalterni ai poteri forti (banche, padroni e vaticano). Per questo la collocazione del PRC e della Federazione della Sinistra all’opposizione del Pd e della destra è una misura necessaria, ma deve vedere contestualmente il nostro Partito impegnato a ricostruire un legame forte con la classe che vogliamo rappresentare/organizzare.

D’altronde le vertenze e i conflitti sociali ci posizionano naturalmente all’opposizione del PD e del PDL e quindi sarebbe una logica conseguenza la stessa collocazione nell’istituzione regionale. Per i motivi suesposti i sottoscritti chiedono al nostro gruppo dirigente di non andare alle prossime regionali in alleanza con il PD e quindi di non appoggiare la candidatura di Emma Bonino (liberista e guerrafondaia) per non commettere l’ennesimo irresponsabile errore politico che, dopo le pesanti sconfitte fin qui annoverate, sarebbe come mettere la pietra tombale sulla storia di tanti comunisti e tante comuniste e sulla rinascita di una sinistra utile alle classi subalterne. Per questo riteniamo indispensabile aprire tra i militanti del partito una discussione vincolante sulle modalità con le quali la Federazione della Sinistra si presenterà alle prossime elezioni regionali.

Gualtiero Alunni (CPN) Marco De Leo (CPR Lazio) Ion Udroiu (CPR del Lazio) Mario Corsetti (CPR Lazio) Walter Ceccotti (Giovani Comunisti Roma) Daniela Cortese (Segretaria Circolo TLC – Informatica Roma) Domenico Mazzieri (Circolo di Cassino) Giancarlo Corsetti ( Circolo di Cassino) Antonio Pisa ( CPF Castelli Romani) Marcello Luca (Segretario Circolo Ferrovieri Roma) Maria Vittoria Molinari (Segretaria Circolo Villaggio Breda) Eugenio Trebbi ( Circolo Fonte Ostiense Roma) Angelo Caputo (Giovani Comunisti Roma) Luigi Cefaro (Circolo TLC -informatica Roma) Raffaele Trischitta (circolo TLC – Informatica Roma) Massimo Cola (Circolo XVII Municipio Roma) Maurizio Timitilli (Circolo Cinecittà Roma) Fulvio Franco (Circolo TLC – Informatica Roma) Gennaro Molino (Circolo TLC – Informatica Roma) Angela Zanatta (Circolo TLC – Informatica Roma) Franco Coppola (Circolo TLC – Informatica Roma) Marco Foroni (Circolo TLC – Informatica Roma) Silvio Antonini (CD Circolo di Viterbo) Pietro Scordo (Circolo Ferrovieri Roma) Roberto Testa (Circolo Ferrovieri Roma) Domenico Calderoni (Circolo TLC – Informatica Roma) Franco Giacomin (Segretario Circolo di Nemi) Ettore Pasetto (Circolo di Primavalle Roma) Francesco Fumarola (Circolo Comunicazioni Roma) Mauro Puliani (Circolo Ferrovieri Roma) Alessio Vittori (CPF di Roma) Paolo Cipressi (CPF di Roma) Diego Sabelli (CPF di Tivoli) Filippo Pomili (CPF di Tivoli) Davide Dell’Isola (CPF dei Castelli) Giancarlo Luciani (CPF di Latina) Alessandro Porchetta (Segretario circolo di Ciampino) Gabriele D’angeli (Coordinamento Giovani Comunisti di Roma) Valentina Gambetta (Coordinamento Giovani Comunisti di Roma)


COMUNISTE E COMUNISTI COMINCIAMO DA NOI…QUESTA DEVE ESSERE LA NOSTRA AZIONE NELL’IMMEDIATO

14 gennaio 2010

Pubblichamo quest’appello del compagno Ivano Osella cooridinatore della FGCI di Torino

“Cari compagni, sto seguendo in questi giorni la (raccapricciante) discussione in corso sui due quotidiani “comunisti” cioè Liberazione e il Manifesto. Mi riferisco agli editoriali e alle lettere in cui si ipotizza sempre più la presentazione di liste uniche della sinistra alle regionali e, d’altra parte, si caldeggia l’avvio di un processo per la costruzione di una sinistra nuova, il cui leader potrebbe essere proprio Vendola (come ipotizza Imma Barbarossa della Direzione Nazionale del PRC su Liberazione). Faccio questa premessa puramente informativa solo per sottolineare che, per l’ennesima volta, i dirigenti nazionali della sinistra (comunista e non) stanno nuovamente cambiando linea e posizione politica in base al momento e a ciò che ritengono più opportuno e utile per ottenere qualche poltroncina alle prossime regionali o qualche altro posto di Sottogoverno.

Vi mando questo mio breve contributo perché ho trovato davvero interessante la discussione che si sta sviluppando in rete sulla necessità di rilanciare l’appello per l’unità dei comunisti, appello nato proprio all’indomani del fallimento elettorale nonché politico dell’aberrante Sinistra Arcobaleno (la cosiddetta sinistra nuova che oggi sembra tornata con forza), perché io credo che il momento sia quanto mai propizio ma che sia anche l’ultima occasione che resta ai comunisti per iniziare un lavoro di riorganizzazione all’interno del nostro paese.

La mia esperienza politica è molto minore rispetto a quella delle compagne e dei compagni che hanno partecipato prima di me al dibattito, ma credo di aver comunque già maturato la consapevolezza che senza un unico partito comunista organizzato e radicato sul territorio, nei luoghi di lavoro e nelle lotte, non ci sia alcuna possibilità di incidere sullo stato di cose presenti nel nostro paese: da quando mi sono iscritto al PdCI nel 2005 ho vissuto praticamente solo sconfitte politiche, la totale ininfluenza dei comunisti nel governo Prodi e la Sinistra Arcobaleno per citare le maggiori. L’unica vittoria che ricordo è stata la manifestazione nazionale del 20 ottobre 2007 in cui un corteo con un milione di comuniste/i e di lavoratori sfilò per le vie di Roma contro la modifica del sistema del Welfare e Pensionistico. Una vittoria che durò pochi giorni: i fantomatici 150 parlamentari della sinistra votarono lo stesso per evitare la caduta del governo di centrosinistra, tradendo la base che aveva dato loro fiducia per l’ennesima volta. Leggi il seguito di questo post »


ROMA: ORDIGNO ESPLOSIVO CONTRO CIRCOLO PRC

31 dicembre 2009

Un ordigno è stato fatto esplodere questa notte contro l’ingresso del circolo Prc “Che Guevara” in via Fontanellato 69 a Roma. L’esplosione, avvenuta intorno alle 1 e 30 di notte, è stata molto forte danneggiando gravemente la serranda di accesso e mandando in frantumi alcuni vetri. In questo momento la polizia scientifica sta facendo i rilievi al fine di verificare la natura dell’ordigno e dell’esplosivo.
“Si tratta dell’ennesimo vile atto terroristico – ha dichiarato Alfio Nicotra, responsabile politico della Federazione di Roma di Rifondazione Comunista – contro sezioni del nostro partito a Roma. Il circolo Che Guevara è tra i più attivi in città e nell’11° Municipio, con una forte e continuativa iniziativa nel quartiere. Nei locali del circolo si svolgono inoltre corsi d’italiano per immigrati e più in generale è un luogo di aggregazione per cittadini italiani e non.”
Per Nicotra “ la matrice neofascista dell’attentato ci appare chiara. Evidentemente non è gradito il nostro ruolo e attività di opposizione alla giunta Alemanno. Purtroppo non solo il governo cittadino ha ignorato in questi mesi la recrudescenza dei gruppi neofascisti, ma con la sua politica di criminalizzazione contro migranti e centri sociali, di intolleranza contro chi colpito dalla crisi esercita il proprio diritto a manifestare, si alimentato un brodo di coltura nella quale l’estrema destra si trova particolarmente a sua agio.”
Non ci faremo intimidire” afferma NIcotra auspicando che “l’attentato contro di noi sia condannato dalle autorità e dalle forze politiche democratiche” .Invita a non abbassare la guardia “perché si ha il fondato timore che questo sia solo uno degli episodi con i quali la destra a Roma cercherà di condizionare la campagna elettorale per le regionali.”

Roma , 31 Dicembre 2009


Agitatevi, ma confrontatevi!

27 dicembre 2009

COMPAGNI, VISTE LE TANTE POLEMICHE SULLA LETTERA PUBBLICATA, VORREMMO METTERE IN CHIARO DELLE COSE: “La Scintilla” è la voce di tutti, di tutti quelli che hanno qualcosa in contrario, di tutti quelli che non hanno capito, di chiunque ha dei dubbi e delle incertezze, noi pubblichiamo tutto, la lettera di questo compagno, rappresenta secondo me lo stato di malumore di tanti compagni che non capiscono più cosa vogliono fare i nostri partiti! vi invitiamo quindi, TUTTI  a scrivere, inviare articoli, commentare! su questo spazio non si censura nulla e ogni idea dei compagni verrà pubblicata, per ampliare il dibattito politico e capire gli animi e i dubi che stanno attraversando in questo momento così complicato i comunisti di tutta Italia.


Saluti Comunisti, Redazione. La Scintilla


Caro Ferrero, io non ci sto.

26 dicembre 2009
Pubblichiamo la lettera di un compagno della federazione del PRC di Palermo, in risposta alle dichiarazioni di Paolo Ferrero, coordinatore della Federazione Della Sinistra, per quanto riguarda un futuro Pierferdinando Casini come premier, da sostenere in caso di nuove elezioni
“Caro Segretario,
mi dissocio completamente dalla posizione che prendi nell’intervista rilasciata a Repubblica il 21 dicembre, a proposito dell’appoggio (seppur esterno) che dovremmo dare alla coalizione proposta da Casini, che punta ad unire tutta l’attuale opposizione parlamentare in caso di elezioni anticipate. La considero un grave errore e, qualora fosse applicata, rappresenterebbe il fallimento della svolta a Sinistra che dovrebbe fare Rifondazione Comunista.
L’unica differenza fra Berlusconi e Casini è che il primo è al potere, il secondo (ancora) no. Ti scrivo dalla Sicilia, terra che è stata barbaramente saccheggiata da Cuffaro, uno dei principali esponenti del partito di Casini e ti assicuro che da qui le differenze che tu vorresti trovare fra Berlusconi e l’UDC non appaiono soltanto come artifici utili alla mera riconquista di uno o due seggi in Parlamento, ma come una vera e propria offesa all’impegno e ai sacrifici fatti da tanti compagni di Rifondazione.
Il messaggio sul quale dovremmo ricreare consenso si dovrebbe basare sulla costruzione di una reale alternativa alla politica delle varie borghesie rappresentate oggi in Parlamento e in assoluta indipendenza dal populismo di Di Pietro.
La vittoria del berlusconismo sta proprio nell’aver cancellato dal dibattito politico le nostre parole d’ordine, i nostri sogni più o meno utopici, le nostre speranze maturate all’esterno del giogo capitalistico.
Oggi tu ci chiami ad allearci con i nostri peggiori avversari per contrastare le nuove “emergenze democratiche” dettate dall’antiberlusconismo (e quindi da Berlusconi): conflitto d’interessi e legge elettorale. Questa non è “resistenza”. Questo è “conservatorismo”.
La democrazia dobbiamo difenderla promuovendo la partecipazione, sostenendo e alimentando le lotte sociali utili a ricreare consapevolezza fra le classi sfruttate e solo dopo cercando di rappresentarle in Parlamento. I rapporti di forza fra Rifondazione e l’attuale opposizione parlamentare sono talmente svantaggiosi per noi da rendere questa alleanza (che impropriamente definite Cln) utile solo a legittimare l’UDC come alternativa credibile a Berlusconi.
Non considero accettabili alleanze che non si basino sulle reali emergenze democratiche: sfruttamento e criminalizzazione dell’immigrazione; legge 30 e svilimento del Contratto Nazionale del Lavoro; disconoscimento dei diritti civili sulla base delle differenze di genere, di religione e di nazionalità; disconoscimento del diritto alla casa; abbattimento della qualità e dell’accessibilità alla Pubblica Istruzione.
Propongo quindi di fare un passo indietro, di bocciare qualunque ipotesi di appoggio a Casini e di puntare tutto sul lavoro programmato con la Federazione della Sinistra a proposito di lavoro, ambiente, scuola, diritti civili e beni comuni.”

Luciano Rizzuti
(iscritto al circolo F. Vella di Palermo
)


Contro “il sangue dei vinti” : FGCI e GC di Roma presidio a San Lorenzo

7 dicembre 2009

Questo pomeriggio alle 16 a Roma, nel parco di S. Lorenzo intitolato ai caduti nella Resistenza ed in altre città in luoghi simbolo della Resistenza, la Fgci e i Gc, le organizzazioni giovanili della neonata Federazione della Sinistra, insieme ad altre organizzazioni antifasciste hanno contestato la messa in onda da parte di RaiUno della fiction sul libro di Pansa ‘Il sangue dei Vinti’ e ricordato il sacrificio di chi mise a rischio la propria vita, e in molti casi la perse, per costruire un’Italia libera e democratica. Lo riferisce una nota.

“L’operazione di Pansa – dichiara Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci – è disgustosa: attraverso un racconto parziale e spesso non basato su fonti storiche difende le ragioni dei fascisti di allora e quindi di oggi. Che il servizio pubblico, lo stesso che ha censurato la nascita della Federazione della Sinistra e la nostra presenza al No b day, ci faccia una fiction e la mandi in onda in prima serata tra il silenzio generale è una vergogna e un insulto a chi ha combattuto per liberare questo Paese”.

“Noi oggi invece del sangue dei vinti, cioè dei fascisti alleati a Hitler, celebriamo – dice ancora l’esponente comunista – il sangue dei liberatori. Ci piacerebbe che qualche volta lo facesse anche la Rai”.

Arzarello ha inviato una lettera a Mauro Masi, direttore generale della Rai, a Mauro Mazza, direttore di Raiuno e a Sergio Zavoli, presidente della Commissione Vigilanza sulla Rai in cui chiede tra l’altro “un impegno per dedicare adeguati spazi in tv alla storia della Resistenza”. E al capogruppo del Pdl al Senato, che ha accusato la fiction di non rispettare l’intento del libro di Pansa a causa della “censura della sinistra”, Arzarello risponde: “Al massimo l’errore del centrosinistra è stato quello di concedere troppo in questi anni sul terreno del revisionismo.
Gasparri e i suoi amici non perdono occasione di dimostrare da dove vengono”.

“Il revisionismo – prosegue – non deve passare, chiediamo un impegno a tutte le forze democratiche, altrimenti sarà calpestata ancora una volta la nostra Costituzione. La prossima volta cosa ci chiederà? Forse – conclude il leader dell’organizzazione giovanile comunista – le repliche dei cinegiornali di regime dell’Istituto luce in prima serata?”.